Euphoria, La Serie Tv Di Cui Tutti Parlano E Di Cui Si Deve Parlare (di Wired Italia) Stampa
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Scritto da Joel   
Venerdì 06 Dicembre 2019 10:00
Euphoria, La Serie Tv Di Cui Tutti Parlano E Di Cui Si Deve Parlare
Euphoria, La Serie Tv Di Cui Tutti Parlano E Di Cui Si Deve Parlare (di Wired Italia)

https://www.wired.it/play/televisione/2019/09/26/euphoria-serie-sky-recensione/

Wired Italia

Arriva finalmente la serie che e' un po' un manifesto della generazione Z fra abusi, ossessioni e dipendenze, ma anche storie di tenerezza e accettazione

Trasgressiva, provocatoria, sperimentale, sopra le righe, sensazionalistica ma anche capolavoro di realismo, manifesto della generazione Z: di Euphoria, la tanto chiacchierata serie Hbo che Sky Atlantic ha scelto di mandare in onda di filato in seconda serata dal 26 al 29 Settembre (ma gia' tutti gli otto episodi sono disponibili on demand e su Now Tv), si e' gia' detto tanto. Eppure tutto cio' che si e' detto su questa produzione, spesso per semplificare, e' tutto allo stesso tempo corretto e sbagliato.
Scritta e diretta da Sam Levinson (Assassination Nation), Euphoria e' un'esperienza di visione difficile da classificare, che fa del suo essere respingente una delle sue caratteristiche fondamentali, anche per capirne il senso.

Tutto e' incentrato sul personaggio della giovane Rue, interpretata da Zendaya (Spider-Man: Homecoming, The Greatest Showman), la quale torna a scuola dopo un'estate passata in rehab dopo essere stata trovata in overdose dalla sorella piu' giovane. Nonostante l'apparente recupero, la ragazza continua ossessivamente a cercare altri modi di drogarsi ma soprattutto di autodistruggersi, sopraffatta dall'ansia sociale e dal passato doloroso che la perseguitano fin da piccola. Un raggio di sole arriva nella sua vita rappresentato da Jules (Hunter Schafer), una ragazza transgender appena trasferitasi in citta', che a sua volta deve giostrarsi fra il giudizio altrui e la sua stessa inclinazione verso gli uomini piu' grandi e violenti (nel primissimo episodio c'e' una durissima scena di sesso con un uomo maturo e dominante, Cal, interpretato dal Dottor Bollore di Grey's Anatomy Eric Dane).

Attorno a loro girano una serie di coetanei, ognuno col proprio grado di disfunzionalita' e problematicita': Nate, il quarterback e belloccio della scuola, nasconde un lato violento e tossico; Kat e' una ragazza sovrappeso che trasforma le sue difficolta' sessuali e la diffusione di un video porno che la riguarda in un business che la fa sentire meglio con se' stessa; Fezco e' il pusher che rifornisce Rue ma che per lei prova anche sentimenti molto diversi rispetto a tutti gli altri clienti. Il ritratto di una generazione che ne esce, tutto sigarette elettroniche, feste estreme, YouPorn e app di dating, ma soprattutto alcool sfrenato, droghe e medicine facili e' piu' vicino alla realta' di quanto non possa sembrare.

Levinson trasfigura questo racconto teen in un uno a tratti visionario, sempre esplicito, spesso disgustoso: non ci vengono risparmiati i dettagli fisiologici dell'overdose, o le numerose dick pic invitate continuamente e senza permesso, gli uomini francamente improponibili che si masturbano in webcam, la coercizione al sesso. Lo stile di certe scene pero' e' allo stesso tempo sublimato, estetizzato: i trip degli stupefacenti diventano immagini psichedeliche e glitterate, i corpi anche delle scene sessuali piu' esplicite sono statuari e tutti i personaggi ostentano una sicurezza medio-borghese (ed e' fin troppo facile qui dare la colpa di tutto a genitori assenti o distratti). C'e' anche cuore tenero nella serie, soprattutto quando in apertura di episodi si raccontano i vari protagonisti da bambini e mentre crescono, gettando una luce ancora piu' drammatica alla loro oscura spirale.

Di per se', in ogni caso, Euphoria e' un racconto molto piu' tradizionale di quanto possa apparire: dai traumi infantili o familiari nascono disagi adolescenziali piu' o meno estremi che si cerca di ovattare nelle dipendenze o sedare nella trasgressione, mentre in realta' cio' che si cerca veramente e' l'amore. Quello che e' abbastanza inedito e' il fatto di voler guardare senza filtri a una generazione che, nascosta dietro allo schermo irrinunciabile degli smartphone, sembra, rispetto a quelle precedenti, gia' di per se' perduta o comunque indecifrabile. Nella maggior parte dei casi mancano gli strumenti, ed Euphoria offre parecchi spunti di decifrazione anche se pure qui non ci si deve sbagliare: e' pur sempre una serie pensata da adulti per un pubblico di adulti.

In definitiva Euphoria non e' una serie tv piacevole, non e' fatta per esserla: e' tagliente, respingente ma e' soprattutto catartica. La depressione, il suicidio, l'ossessione per il sesso, la violenza, il bullismo, il revenge porn, il fat shaming: sono tutti argomenti che si leggono astrattamente sulle cronache dei giornali e nelle tirate dei soloni di turni, ma qui vengono mostrati in un mix inquietante che e' con tutta probabilita' all'ordine del giorno per la maggior parte dei teenager di oggi. Bene ha fatto Sky ad accompagnare la visione di ogni episodio con un cartello che rimanda a un sito internet dove i giovani (o meno giovani) spettatori in difficolta' possono trovare i riferimenti per cercare un aiuto immediato. Di Euphoria si deve parlare perche', al di la' del clamore, e' dei problemi che tratta e dall'indifferenza adulta che spesso li ammanta che si deve parlare.
Paolo Armelli

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Fonte: Euphoria, La Serie Tv Di Cui Tutti Parlano E Di Cui Si Deve Parlare (di Wired Italia)
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