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Affluente & Contrasto - Insurrezione Stampa
Testi
Scritto da Joel   
Giovedì 13 Ottobre 2011 22:43
Affluente - 01 - Antecedenti Alla Coda Lunga
Antecedenti alla coda lunga,
nei solchi di vinile o nastro magnetico,
sempre di nicchia ma in modo autentico,
con le persone contatto fisico
relazioni nate dall'appartenenza,
non vendiamo un prodotto,
non cerchiamo alcun profitto,
ne minimercati, ne microstar,
nell'economia disintermediata
non cerchiamo visibilita'.
Antecedenti alla coda lunga.
Un ipermercato globalizzato,
tre milioni di canzoni o mutande col tuo nome,
ma a banda larga e mente ristretta,
consumi allo stesso modo, consumi e ti parli addosso.
Antecedenti alla coda lunga.
Dal mercato di massa alla massa di mercati
non cambia molto per loro cio' che conta,
e' che tu spenda il tuo tempo o il tuo denaro, in cose inutili un infinito desiderio.


Affluente - 02 - Vita Degli Uomini Infami
Inamidato cosi' rigido e profumato
resta aggrappato all'apparenza umana
un falso sorriso per mostrare chi e'
sopravvive
labbra sottili di un molle livore
impossibile da decifrare
impossibile da sopportare.
Crepato riverso e frantumato
scordata ogni apparenza umana
una forma informe che lo priva di se
sopravvive
labbra sottili di un grande incendio
impossibile da domare
impossibile da sopportare
cercando fuori moti di convenienza
impossibile a rivelarsi ha chiuso le tasche
per restare aggrappato alla miseria
l'annullamento di tutto tranne la finzione
non trovando fuori nulla di conveniente
deciso a non rivelarsi ha chiuso le imposte
per restare consegnato alla miseria
l'annullamento di tutto tranne la malinconia


Affluente - 03 - Decrescita
Ferma adesso la tua corsa, prendi tempo
apri i tuoi occhi:
lo sviluppo economico e' solo un imbroglio,
sopravvive ostinato al suo fallimento,
e' un fantoccio imbroglione, mito e religione
una droga per le masse.
E' sfruttamento, e' una menzogna
la morte delle diversita'.
Lo sviluppo economico e' fumo negli occhi
una corsa al consumo che provoca ansia
il lusso e' stato sovrademocratizzato
e' un impulso che provoca insoddisfazione.
E' sfruttamento, e' una menzogna
l'umanita' piu' povera.
Fin quando credi che possa durare
fin quando credi si possa sfruttare
sviluppo infinito in un mondo finito
non ha un senso
cresce inverso
rellenta...


Affluente - 04 - Dieci Crimini Al Giorno
La mia macchina dei desideri
non e' sincronizzata con quella del lavoro
o a quella sociale del giusto ed illegale
la mia macchina dei desideri produce molti
comportamenti, produce molte domande
ed e' la sola di cui abbia rispetto
10 crimini al giorno e saremo nostri
non sono un ospite del vostro sistema
ma sono solo derubato del mio
mentre voi state morendo
uccisa dalla tristezza
10 crimini al giorno e saremo nostri
inventero' me stesso
non usando il linguaggio dello scambio
il desiderio non vuole scambio
ma solo il furto e il dono
10 crimini al giorno e saremo nostri


Contrasto - 05 - Dove Stiamo Sbagliando
Dove stiamo sbagliando.
Mancano risposte.
Ed e' in questo, forse, che continuiamo a mancare.
Noi.
Nel disatteso che programma a ritmi blandi, quasi obsoleti.
Come a voler recuperare oboli ed ingranaggi consumati...
caste affini gia' risolte su vacui tentativi (il tempo dei bastoni).
Come a voler riordinare flebili movenze, ritagli uno in coda all'altro e sterili apatie di forma...e sterili apatie di forma.
Gia'.
Ombre che allungano gli spazi.
I tempi dell'azione.
Dove stiamo sbagliando.
Mancano risposte.
E nei sistemi disarticolati dal complesso e dall'artificio, noi.
Ancora a perderci sulla metodica dei contenuti.
Sullo strumento.
Teoria del dissenso.
Laboratorio dell'individuo.
E attorno? Frammenti. Avanzi.
E tutto il resto, cosi' come rimargina.
... mentre dissemina precetti e volge a pratica costante, una finestra mercifica se stessa a critica dell'esistente
...dimenticando cio' che sa d'istinto, gioia, rabbia, unghie.
Che sia finalmente questo tempo...il tempo che ci siamo presi?


Contrasto - 06 - Nessuna Riforma
Ascolta. Fine pena mai.
Oggi i ricordi sono un plotone sgangherato.
Oggi i ricordi sembrano ieri.
Sono ieri. Cosi'.
Mentre scandisce a vuoto anche sta pioggia sorda.
Tempo scaduto. Tempo non tempo. Mai.
Un po' come se fosse ancora.
Morte proietta nell'adagio di un lento masticarsi.
E il vuoto stringe ancora.
E il vuoto si fa dentro.
Il passato ricompone la sua trama. Annoda il cappio.
Ed il corpo annienta spazi inanimati, sbarre a perdersi.
Per mesi ho preso solo appunti.
Vorrei dimenticare. Pareti. Sempre le stesse.
Costringo le mani a ripetere gesti.
E' nel silenzio, in cio' che nega e fugge.
Lacera sentenza a manifesto, perpetua ideologia.
Nessuna riforma. Solo macerie.
Solo macerie? Nel corridoio illuminato da una lampadina nuda.
Un altro me sospeso.
Fogli di carta sparsi dappertutto.
La memoria - dice - e' un ingranaggio collettivo.
Niente di sostanziale. Non il mio nome.
Dormire...morire, forse. Ti dedico la fine della storia.


Contrasto - 07 - Scelta Politica
Tutto qui? E' solo questo, dunque?
I giorni muovono stanchi. Ed e' cosi' che vanno, adesso.
I giorni hanno le braccia consumate e sanno di entusiasmi inariditi.
Oggi e' specchio d'affinita' disgiunte ideologia sepolta lungo i bordi ...e dogmi sacri, e militate forme...
Resta soltanto il quotidiano.
E noi...dentro una foto color seppia, (in posa) tra goffe radici e rami che s'intrecciano agli sguardi muti.
Era il sole, era d'aprile.


Contrasto - 08 - Tutto Grigio
Ho qualcosa di chiuso, stanotte.
Quale sia il senso non ha piu' importanza.
Mi perdo (forse) nella paura di ammetterlo.
E lascio scorrere i giorni, i vostri piccoli gesti, gli slanci.
Avete costruito sacrari del niente, avete eretto templi ed altari da cui ora m'impedite di scendere.
Avete risposte che non riconosco.
Tutto ci separa, tutto ci accomuna.
Senza un rimprovero, senza un addio.
Senza portarmi via nulla.
Diventa il marmo delle scale diventa ogni parete stinta diventa pietra sotto questi passi diventa incerto senza braccia diventa vuoto per non trattenermi diventa tutto grigio.
Oggi pe'rdono forme assodate... e qualcosa che mi permetta di ricordare, al buio, le linee della tua bocca.
Sono passati mesi.
"Mio caro e' cosi' che inizierai la lettera?

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