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Gargantha & LeTormenta - Split Stampa
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Scritto da Pierkna   
Giovedì 27 Ottobre 2011 14:52
01 - Gargantha - Continuare A Non Vedere
Un pensiero del tutto diverso appare agli occhi comuni, brutalmente sincero da definire una crisi agli occhi
della normalita' per giustificare una quotidianita' fatta di atti, movenze e schemi precisi, ai quali non si tradisce.
Pensieri profondi, scomodi da accettare.
Quando il vedere come le cose sono davvero significa immediatamente non poter esser quello che eravamo.
Non finanziare, non acquistare morte!
Tutto quel male inferto inutilmente dal business, consumismo e profitto del quale tu, automa, credi necessario!
Come puoi continuare a non vedere, a non voler sapere di milioni di animali torturati inutilmente ogni anno.


02 - Gargantha - Pezzi Ovunque
Onnipresenti in ogni spazio, li vedo ovunque, li sento persi.
Brandelli di vita usati in ogni nostra azione, in ogni decisione, in ogni indumento.
Dentro ad ogni nostro piatto, sembra impossibile!
Ovunque guardo vedo sempre vite a pezzi inutilmente.


03 - Gargantha - Steli D'Erba
Farcire merda fa concetto di sviluppo ed il progresso, tante stufe ferme ad un semaforo,
stiamo sbagliando tutto, costruendo ovunque.
Siamo steli d’erba tra le crepe del progresso, guardati intorno, vecchio, guardati intorno!
Un manto nero a soffocare inutilmente tutt’intorno, alimentare il duro e freddo grigiore di ogni giorno.
Unico sole cambiare ora.


04 - Gargantha - Azoto (Lomas Cover)


Le Tormenta - 05 - Il Carnevale Dei Patetici
Strani incontri si fanno proseguendo su questo sentiero
Volgendo lo sguardo ai nostri lati vediamo cumuli di uomini
Intenti ad osservare il grottesco spettacolo di altri uomini
Tutti preparati a festa per quel macabro carnevale di accuse e sentenze.
Lunghi fili saldi nelle mani, stretti lacci aggrappati gli arti, soffocanti cappi al collo
dei deboli.
Tirano i fili. Stringono i lacci. Uccidono i cappi.
Frenesia continua di movimento, sete di sangue e supremazia idealista.
Dittatura dalle parole artifizie: intenti da assassini e farabutti.
Il continuo lancio di monete nel cappello dell’ingordigia
Rende infinita inerzia all’agghiacciante motore dei giusti.
Qualche volta osservando il teatrino dei patetici
Piccoli graffi ci striano il corpo...
Il dolore segna un paio di passi, poi e' il ritorno di gioia
...ma ora, e' tempo di proseguire

La democrazia e' una bugia. Non esiste, cosi' come non esistono esempi della sua attuazione passata o presente che sia. Essa in realta' e' una forma di dittatura piu' celata, piu' annebbiata, per far si che le masse non si rendano conto dell'effettivo controllo che viene costantemente attuato. La maggioranza politica (cosi' come la minoranza) altro non fa che rispettare determinati parametri, l'alternarsi dei partiti al potere non si puo' permettere stravolgimenti nelle regole base per il mantenimento della "democrazia".
Alcune di queste regole d'oro prevedono l'utilizzo della forza e del ricatto. Il mantenimento di un corpo armata in uno stato che si professa libertario e al servizio delle persone e' una delle piu' grosse contraddizioni si cui qualsiasi governo democratico perde in partenza. Non puo' esistere uguaglianza quando una delle parti in gioco e' armata e addestrata ad uccidere...mai. Ecco quindi che il termine dittatura piu' si addice ad una amministrazione statale di tale tipo.
Tra le farse inventate per rendere il ricatto piu' efficace e piu' incisivo un posto di primo piano lo riveste l'apparato giuridico: un sistema burocratico obsoleto che si crede in grado di poter giudicare i comportamenti sulle basi di leggi scritte e fatte per mantenere uno status standard (e quindi assolutamente imparziale), un sistema, inoltre, che amministra la sua funzione solamente previo agio economico. Chi non puoi permettersi le spese necessarie non puo' aspettarsi nulla in cambio. Queste condizioni non possono essere accettate se una societa' ha come scopo la crescita culturale dei suoi individui...ma quella moderna e' una societa' che fonda le sue radici sulla morte e sulla prevaricazione degli individui. esiste il modo per distruggere questo meccanismo: come qualsiasi oggetto il fatto che non venga utilizzato ne provoca l'usura e l' inutilita'. nella nostra piccola societa' (di amici) quel mostro non e' insinuato. la considerazione e il modo in cui viene trattata la giustizia ha connotazioni che si basano sull'amore, sul rispetto e sull'amicizia. non esiste legge che possa stare al di sopra di questi valori, non esiste legge che prenda in considerazione questo valori. Non e' un sogno, non e' nemmeno un'utopia.
Una divinita' smette di aver forza quando nessuno piu' crede in lei. noi siamo pochi ma una crepa su quella statua l'abbiamo lasciata.


Le Tormenta - 06 - Favola Di Topi
E cosi' quel che ci hanno dato sono solo due piccole luci nel buio
Due fiamme accese nell' oscurita' della stupidita'
Ma noi sappiamo cosa sono, si lo sappiamo
Sono i piccoli occhi di un minuscolo topo...vita
Che salta, corre e grida di felicita'
Ed ora esce dalle sue sbarre e segue la sublime melodia
Il pifferaio magico e' li vicino a lui
E lo sente bene, lo segue, si, ne e' rapito
Insieme percorrono strade che portano altrove
Verso luoghi magici e fatati
Dove possono gioire l’uno dell’altro Senza dover rendere conto a nessuno
Dove sono considerati per cio' che sono
non per cio' che hanno fatto
Ma ora, il topo non e' piu' solo
Sono tanti, sono infiniti
Il pifferaio con la sua melodia li porta via
Li allontana da chi vuole loro male
Li raduna tutti e fa con loro danze e giochi
Parla con loro, li capisce
E’ come loro
I topolini iniziano a piangere perché sanno che non potranno restare con lui In quel luogo fatato per molto ancora
Lui li consola
"amici cari non disperate perché se non vene siete ancora accorti,
questo luogo e' la vostra anima. Io vi ho solo portati dentro di voi.
Qui potete essere felici e giocare quanto volete senza che nessuno
Vi possa fare nulla. La musica e' solo uno strumento, nulla di piu'.
Solo un pretesto per essere vicino a voi. Siate forti.
Con i vostri pensieri potrete sempre venire a trovarmi. Io vi accogliero' sempre come
fratelli. Uno muro non potra' mai fermare la vostra volonta'.
Ora pero' voglio raccontarvi una favola:
...e cosi' quel che ci hanno dato sono solo due piccole luci nel buio..."

Carcere. Galera. Prigione. Cio' che ci circonda e' quel che qualcuno ama definire una societa' evoluta, un sistema basato sulla crescita e sullo sviluppo economico, un insieme di meccaniche e rapporti creati per incrementare e migliorare l’uomo.
e' tutto falso...e non e' nemmeno necessario cercare tanto a fondo i punti deboli dell’ingranaggio, il momento in cui i costruttori di civilta' mostrano il loro vero volto. In un’istituzione come il carcere e' visibile quanto di piu' malefico sia stato in grado di generare il pensiero umano.
Un luogo chiuso, in cui segregare i suoi simili, costantemente sorvegliati e minati nei loro piu' intimi attimi. Nessuna altra specie animale al mondo e' riuscita in un opera cosi' degradante.
La galera rappresenta solamente la sicurezza di poter ricattare gli uomini, il luogo su cui far leva per piegare e uniformare i rapporti sociali. Tutti i problemi che vengono riscontrati trovano giusta collocazione in una struttura tale, quando non e' piu' possibile modellare e appiattire.
Ecco allora che tutti i fastidi vengono rinchiusi dentro la prigione. Vengono tenuti li dentro, per vari periodi temporali. Giorni, mesi, anni. Intere vite. Il danno e' proprio in questo. Il problema viene solamente allontanato da coloro che hanno capito come si fa a stare al mondo, non si trova piu' sotto gli occhi di tutti, incapace di poter "nuocere" nuovamente. Il problema resta immutato e isolato solamente per un periodo di tempo, quando questi scade il problema rientra a far parte dell’ingranaggio, solamente con la consapevolezza in piu' che esiste la possibilita' che venir rinchiuso ancora come unico deterrente alla sua liberta'. Il carcere crea solamente terrore, non risolve i problemi.
Se cosi' non fosse dal momento della sua creazione, agli albori delle societa', la continua educazione avrebbe dovuto fondare quei parametri necessari ad un sua continua ed inevitabile inutilita', fino ad divenire completamente inutilizzato. Ma l’educazione questo non ha fatto, e nemmeno a questo mira, l’educazione e' comunque manipolata e indottrinata da coloro che considerano necessario e indispensabile il carcere. L’educazione moderna (cosi' come quella passata) deve creare del reddito, deve creare dei beni, non deve formare consapevolezza individuale e collettiva.
Siamo tutti stati formati bene o male allo stesso modo, siamo tutti pregni di quei falsi valori che vengono impressi nella mente di un bambino, quei valori che ci fanno vedere nemici l’un l’altro, quella fede unica e inamovibile che ci vuole consumatori e piccoli meccanismi per il movimento del denaro. La prima vera battaglia da combattere per considerare e vedere la galera come e' realmente e' con noi stessi, con la nostra pigrizia nel considerare un problema risolto solamente quando non lo vediamo, con la nostra ipocrisia nel non consideraci parte dei fattori scatenanti al crearsi di quel problema.
Non volgiamo vedere a monte, cerchiamo la soluzione piu' facile ed economica (ancora una volta), e crediamo sia giusto che chi ha commesso un "crimine" debba pagare con la propria liberta'. La prigione altro non e' che uno specchio, uno specchio nel quale tutti noi ci riflettiamo, che mostra quello che siamo, siamo tutti potenziali prigionieri e allo stesso tempo siamo tutti secondini. I problemi vanno capiti e si trovano prima di tutto dentro noi stessi, e non e' assolutamente possibile generalizzare (cadremmo nello stesso errore dell’ingranaggio)... ogni problema necessita una soluzione adeguata. Nessuno dice che sia facile, ma nemmeno impossibile. Un muro e' solamente un oggetto che sorregge un’ ipocrisia, senza il muro, crolla l’ipocrisia.
...era sera, il chiarore del giorno stavano svanendo, nella penombra delle notte con le luci artificiali dei lampioni tutto aveva assunto un’atmosfera surreale. Ed ecco che al richiamo della musica cominciano ad esplodere i primi sintomi della vita: urla, strilli, mani che accendono luci da dietro le sbarre, palloni da calcio che volano al di qua del muro, lettere d’amore, fogli pulsanti. Ho stretto i pugni, un brivido mi e' corso lungo la schiena, gli occhi hanno iniziato a bruciare, ho guardato oltre quel muro e non sono piu' riuscito a trattenere le lacrime. Qualsiasi cosa intorno era svanita, eravamo soli, noi a lanciare un segno di speranza, loro a raccogliere quel segno. Le due cose divennero l’uno. Entrambi provavamo le stesse emozioni, entrambi eravamo allo stesso tempo imprigionati e liberi. L’emozione si attacco' al cuore e ne divenne una parte inscindibile. Avevamo rimosso la prima pietra da quel muro...

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