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Ofu - Nero Su Bianco Stampa
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Scritto da Joel   
Lunedì 11 Agosto 2008 03:08
01 - Eclissi
Uscire all'esterno ancora a cercare un'altra volta l'eclissi facciale,
le labbra dal volto scompaiono assieme ai tratti superflui, ai bulbi oculari.
Permangono in faccia i contorni essenziali che sanno parlare ai tuoi timpani ciechi,
quanto solo una veneta maschera sa essere tanto sincera e puttana.
Forza di fretta copriti gli occhi sta per tornare l'eclissi facciale,
sta per tornare e anche stavolta dovra' parlare.
No, evidentemente non sei pronto.
L'eclissi reale e' quando giriamo per ogni strada con la faccia addosso,
costrutto espressivo bugiardo e spietato che mente e ingoia anche il rimorso,
perche' ogni tuo sguardo e ogni sorriso son solo mascara e rossetto
applicati al calco in gesso che vi sta sotto e del tuo viso si copre e nasconde.
Forza di fretta copriti gli occhi sta per tornare l'eclissi facciale,
sta per tornare e anche stavolta dovra' parlare.
No, evidentemente non sei pronto.
No, l'eclissi!
Adesso guarda un po' piu' a lungo,
inventa scuse e ancora scuse per sopire e placare il tuo terrore,
la paura che sale, il tempo a venire,
l'eclissi totale, l'eclissi facciale.


02 - Atlantide
Guarda:
Atlantide e' sommersa e lo rimarra' ancora.
Pensa ai suoi tesori, al fasto, allo splendore!
Pensa al vano sforzo dei mille servitori.
Le mura si dissolvono corrose dallo iodio.
La civilta' e' caduta e spetta a noi trovarla
ma la comodita' di attendere porta solo a stasi.
I templi di saggezza, l'arcaico prestigio,
la voglia di leggenda che porta a non agire.
Un sogno che si infrange ogni notte.
Atlantide e' sommersa ma sembra non saperlo.
Per lei siamo noi inabissati in superficie.
E' l'idea che afferri durante il dormiveglia,
e' il rischio razionale che critica il coraggio.
La civilta' e' caduta e spetta a noi trovarla
ma la comodita' di attendere porta solo a stasi.
I templi di saggezza, l'arcaico prestigio,
la voglia di leggenda che porta a non agire.
Un sogno che si infrange ogni notte.


03 - La Mia Sera
(G. Pascoli)
Il giorno fu pieno di lampi ma ora verranno le stelle
ma ora verranno le stelle, le tacite stelle.
Nei campi c'e' un breve gregre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi trascorre una gioia leggera.
Nel giorno che lampi! che scoppi! Che pace la sera!
Si devono aprire le stelle nel cielo si' tenero e vivo.
La' presso le allegre ranelle, singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto, di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto nell'umida sera.
E', quella infinita tempesta, finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno piu' nera fu quella che vedo piu' rosa nell'ultima sera.
Che voli di rondini intorno! Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno prolunga la garrula cena.
La parte, si' piccola, i nidi nel giorno non l'ebbero intera.
Ne' io…e che voli, che gridi, mia limpida sera!
Don…Don…E mi dicono, dormi!
Mi cantano, Dormi!
Sussurrano Dormi!
Bisbigliano Dormi!
La', voci di tenebra azzurra…mi sembrano canti di culla,
che fanno che io torni com'era…
Sentivo mia madre poi nulla…
sul far della sera.


04 - Simmetrico
La simmetria e' una convenzione
atta a definire una perfezione facilmente riproducibile.
L'uomo e la donna non si trovano in porzioni uguali di un quadrato,
sovrastano la parte dell'altro mantenendo la stessa area.
Chiusa. Non esiste parita' perfetta,
forse perche' la perfezione non e' pari.
L'uomo e la donna colmano l'incompleto con un'eccedenza personale.
Il senso di colpa derivante non e' sintomo di perfezione,
certamente.
Ma cosa puo' restare di tutto questo?
Sincero affetto sovrastante l'abitudine angosciosa.
Non esiste parita' perfetta,
forse perche' la perfezione non e' pari.


05 - Como Dorme
Cammino sul lago, la villa col verde, il duomo si eleva sulla bella gente.
Cammino nei viali, non vedo piu' nientese non il soggetto di una cartolina.
Tensione per strada, graffiti e cortei,
la gente riflette, piange e si pente.
Ma tanto fra un'ora chiuderanno le finestre e, chi se ne frega,
diranno fa niente!
Si trovano gli spazi che erano mancati, piu' per noia che altro
non hanno ascoltato il bisogno insistente che bussa alla mente
di chi ancora non e' immortalato nella foto panoramica che e' questa citta'.
Niente scontri ne' proteste, disturberanno gli alberghi.
Guarda quanti turisti, la tua vita e' un souvenir!
Tutto e' fermo, nulla conta.
E allora penso, ci deve essere un modo, e' un posto tranquillo,
cos'e' che non va?
Il punto che basta un solo neo in viso ad una modella per scomparire.
E spero soltanto sia felice la gente di esser finita in un fosso allagato,
e spero soltanto che possa arrivare a fare da statua al presepe vivente.
E spero soltanto che i ragazzi continuino come hanno gia' fatto e fanno e faranno
perche' a quanto pare un lago e poc'altro lavorano meglio di un manganello.
Como dorme.


06 - Scimmia
Domani incerto, futuro imprevedibile,
visione dell'uomo come bene deperibile.
Un solo punto fermo in una fede torbida
o in una scienza dogmatica e guidata
Carte dei diritti formali e stupende, materiale buono per pulizie anali,
riempiono la bocca di oppressi ed oppressori,
magnifiche fantasie che fingono lo scontro.
Un giorno mi alzero' impazzito o adattato,
un dolore al basso ventre, e poi ho pensato
che tolti gli alberi rimangono soltanto i gradini nefasti
sui quali arranca, triste e affamata di potere e violenza,
la scimmia traditrice glabra e bugiarda.
Ingannando il tempo prima dell'ultimo tramonto
mastica carogne il primate omicida.
Viva il progresso di armi splendenti, viva l'onore dei nostri potenti.
Viva anni e anni di evoluzione, evviva Darwin e la sua convinzione.
Viviamo di opinioni e solo queste noi vediamo,
ciechi di partenza e ignoranti per destino.


07 - Necroonde
Tempeste Magnetiche
Coltivano cancri a bassa quota,
Controindicazioni note del nostro vivere moderno,
Osservando gelare il tepore dello stare a contatto
gli uni con gli altri mentre onde friggono il cielo
restami accanto guarda il tramonto,
fatti inghiottire dal segnale tv, il mietitore sta raccogliendo il risultato della mondovisione.
Perso dentro l'allucinazione del progresso sostenibile da loro
perdo quasi la motivazione che mi spingerebbe a trattar bene il mio corpo,
se non fosse ormai sorto un Cristo radioattivo.
Costose campagne, inni al benessere, burle di Stato.
Farmaci pagati coi proventi di bacco e tabacco.
La comunita' piange per le vittime di guerra mentre si lascia avvelenare dalle antenne del progresso.
Viene la domanda "fara' male?"
resa sempre marginale,
corrotti, io per primo, dall'abbaglio del contatto vocale telefonico a distanza
che dona ulteriore liberta' all'illusione di sapienza.


08 - Zeno
Chiedere scusa a se stessi e' piu' follia che modestia.
Nei chilometri percorsi ogni giorno,
sinapsi bollenti, neuroni bruciati,
chiari sintomi di un malessere che non va confermato.
Giorni trascorsi piu' dentro che fuori,
perso come sono nella macrolandia delle mie fobie.
Rancori, metastasi confuse, assalgono il quadro dell'abitudine.
Non e' per gioco e non gioco e non gioco a giocare,
scuse non ne ho e non ne posso dare.
E il caldo fittizio dell'estate mancata mi avvolge,
sospeso nel rimembrare fra ansia e euforia.
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