A dire il vero dapprima questa intervista doveva uscire in occasione dell'esordio discografico della neonata Margini Records, successivamente rimandata per il rilascio della compilation vinilica Urla Dalla Palude, che racchiude la scena di Grosseto, ma visto l'idiozia del qui presente intervistatore il tutto è slittato a questo fatidico momento.
Senza indugiare ulteriormente vi lascio a questa chiaccherata con stupide domande incredibilmente alternate ad intelligenti risposte, dandovi appuntamento al Margini Fest che proprio oggi apre i battenti.

Joel: Benvenuto su queste decadenti paginette! Doveroso iniziare con una piccola presentazione: Chi sei? Cosa vuoi? Di cosa sei venuto a parlare?

Fabio: Ciao a tutti! Sono Fabio uno degli organizzatori del Margini Fest, mi occupo della produzione e di altri aspetti un po' noiosi. Seguo le pagine di Punk4free più o meno dal 2004 e sono qui con gran piacere a raccontarvi il nostro festival e tutto quello che gira intorno ad esso.

Joel: Iniziamo con le domande non richieste, cos'è Margini? Come nasce? Attorno al film o da una esigenza diversa? Raccontaci un po' i primi anni dall'idea di Margini Fest fino ad arrivare ai primi due fest. Alla terza edizione dedico una domanda a parte non anticipare nulla!

Fabio: Beh, "Ai Margini" è il bellissimo pezzo de Gli Ultimi che descrive alla perfezione il posto in cui viviamo, Grosseto. Margini è il film che racconta frammenti delle nostre vite, grazie a una folle idea di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti (PEGS). Infine, Margini è diventato anche il nostro festival, nato dalla spinta del film che ci ha ridato la voglia e l'energia per fare quello che abbiamo sempre fatto con la As One Crew sin dai primi anni 2000: suonare con passione, organizzare eventi e fare rete con chiunque fosse in sintonia con il nostro spirito.
Il festival grossetano nasce a Settembre 2022 con l'occasione di festeggiare la prima del film nella nostra città, riunendo vecchie leve e nuovi amici. Nell'occasione suonarono PEGS, La Piena, Attitude, AutoBlastinDog e The Splitheads. La cosa più incredibile non fu l'inaspettato successo dell'evento, ma il fatto che alcuni impiegati comunali, per misteriosi intoppi burocratici, resero fino all'ultimo minuto incerta la realizzazione dell'evento. Proprio come nel film, il muro di gomma della burocrazia e di alcuni membri delle istituzioni trasformò un semplice concerto in un'impresa titanica.
Nel 2023 Toro, il bassista dei La Piena, per motivi di lavoro incontra Piter, un giovane un po' folle e visionario, presidente e ideatore di una cooperativa, Coop Le Vie, che ha lo scopo e l'ambizione di realizzare progetti rigenerativi e inclusivi per la nostra comunità e il nostro territorio. La coop gestiva e gestisce uno spazio verde abbandonato nel cuore del centro storico di Grosseto. Toro chiese a Piter se sarebbe stato possibile fare un concerto punk in quello spazio, Il Giardino degli Arcieri. Lui, senza esitare e addossandosi tutti gli oneri di ospitare una banda di scappati di casa, disse: "Sì!".
In seguito Toro mi chiamò dicendomi: "Fabio, ho trovato un posto dove poter organizzare un concerto, vieni a darci una mano!" Così, insieme a vecchi amici – Bernardo (Colonnelli), Alessandro (AutoBlastinDog), Ale (La Piena) – e a nuove leve – Vincenzo (To The Ground) e Piter – tirammo su i 3 giorni del Margini Fest 2 senza un euro, con tanta incoscienza e molto divertimento. Contattai insieme a Vincenzo tutte le band punk, metal e derivati della nostra provincia e tirammo su una bella line-up; vennero tutti a suonare gratis con grande entusiasmo, solo per spirito di appartenenza e una buona dose di birra. Nonostante la pioggia, quando vedemmo tutta quella gente arrivare in un buco di culo di città di provincia per vedere il festival di band locali per lo più sconosciute, ci rendemmo conto che qualcosa era accaduto. Il film? La voglia di sentire altro oltre le solite cover band? Un nuovo posto nella nostra città? Il punk stava ritornando? Beh, ancora non lo abbiamo capito con chiarezza ma così è stato.
L'esigenza è sempre la stessa quella che ha carettizato gli anni di esperienza della As One Crew e quello che ci hanno fatto vedere i ragazzi prima di noi nel Centro Sociale Tiburzi (unico della storia della nostra città) a metà anni 90 ovvero quella di poter esprimersi nel modo più autentico possibile, affrontando ovviamente difficoltà e contraddizioni con sincerità e passione.

Joel: Arriviamo quindi alla terza edizione. Premetto che ho avuto l'onore di partecipare ad una delle serate e sono rimasto folgorato per quanto il festival fosse ben organizzato e con tanto pubblico presente nonché per la calorosa e commovente (quanto ingiustificata) accoglienza. Come avete coinvolto band lontane dalla vostra scena e come siete riusciti ad organizzare un festival così ben strutturato con le poche risorse che un evento gratuito può garantirvi?

Fabio: Intanto grazie mille per i complimenti, troppo gentile!
Negli anni abbiamo mantenuto la nostra rete di contatti e anche se eravamo fermi ed era passato veramente tanto tempo dall'ultimo evento organizzato, grazie anche all'aiuto di alcuni amici tra Roma e Firenze come Damiano (Payback/Colonna Infame), ci siamo rimessi in moto piuttosto velocemente. La fiducia nei nostri confronti non era cambiata, quindi tutto è avvenuto in modo naturale e spontaneo. Per quanto riguarda il lato economico, dobbiamo ringraziare il nostro sponsor che ci ha appoggiato sin da subito: il Birrificio De Neri, un'azienda della zona che produce un'ottima birra artigianale che ovviamente si può gustare al nostro festival. Oltre a questo, anche la Coop Le Vie fa la sua gran parte (ad oggi ne siamo tutti diventati soci); oltre ad occuparsi di tutta la burocrazia, partecipa ad alcuni bandi locali e regionali concernenti la rigenerazione urbana per realizzare tutti gli eventi del Il Giardino degli Arcieri, in gran parte gratuiti o con biglietti a basso costo come il Margini di quest'anno. Il resto proviene dal nostro bar, gestito dal miglior gruppo di volontari che potessimo avere!
Nel tardo autunno ci mettiamo sempre a lavoro per iniziare la progettazione del nuovo fest, cercando di migliorare sempre un po' di più.

Joel: Quest'anno vi siete superati e le quattro giornate del Margini Fest dalle premesse saranno memorabili, come ci siete riusciti? Chi parteciperà, al di là delle band, che novità o sorprese potrà scoprire? Puoi svelarci qualcosa in anteprima?

Fabio: Sì, quest'anno abbiamo cercato la miglior line-up possibile per le nostre possibilità; non è stato semplice. Gli Onesta sono cari amici da anni e appena saputo della loro reunion, li abbiamo chiamati. Per quanto riguarda Bull Brigade, Discomostro, Slug Gore e Confine, dobbiamo ringraziare Motorcity e Trivel per la fiducia che ci hanno dato. Le altre band sono tutte local insieme ad amici come Tondino BOi!s, No More Lies e Pessimo Stato. Per quanto riguarda i Sud Disorder, i ragazzi li avevamo invitati lo scorso anno ma per vari motivi non riuscirono ad esserci. Quest'anno, nonostante il loro momentaneo stop ai live per scrivere e registrare roba nuova, saranno dei nostri e ne siamo davvero felici! Sorprese ce ne saranno! La Piena avrà degli ospiti per festeggiare al meglio il release party del nuovo album Ciò Che Rimane (Venerdì 29) e anche i Bull Brigade (Sabato 30) ci riserveranno un paio di sorprese davvero emozionanti durante il loro live, mentre i PEGS (Sabato 30) ci faranno ascoltare alcuni pezzi nuovi come il loro singolo "Oltre Il Ponte". Quindi non fatevelo raccontare, mi raccomando!

Joel: Prendendo spunto dall'uscita del nuovo disco dei La Piena, come nasce Margini Records cosa vi ha spinto a creare l'etichetta? Spendi qualche parola sulle prime uscite, su quelle in programma e sui progetti in cantiere.

Fabio: La Margini Records è nata da una nostra necessità. La voglia di raccontare chi siamo e ciò che ci circonda ci ha portato a dar vita a questo progetto; è stato anche un modo per condividere le spese e concentrarci al meglio sull'uscita di ogni disco, grazie anche all'ottimo lavoro di Ale (La Piena) e del Folsi (Gasament).
Ciò Che Rimane, il nuovo disco dei La Piena, è una bomba incredibile – scusa l'entusiasmo, ma quando ho sentito i pezzi sono rimasto colpito dalla potenza, dagli arrangiamenti mai banali e dalle liriche geniali e irriverenti. Proprio da lì siamo partiti in modo naturale, con una delle band più attive della nostra crew.
La seconda uscita è il simbolo della nostra amicizia e di una collaborazione di lunga data: una compilation 12" splatter con le band attualmente in pista della nostra zona: PEGS, La Piena, Colonnelli, To The Ground, Vanz, 1 Shot 1 Kill, Strangedz, The Clerx, AutoBlastinDog e Gasament, con ospiti i fratelli aretini Pessimo Stato. L'artwork è realizzato da Mad Kime, anche lui un nostro caro amico, che ha curato anche i gigposter del Margini 2, 3 e 4.
Le prossime uscite sono quelle dei Gasament e dei To The Ground, mentre in inverno arriverà il nuovo album dei PEGS.

Joel: Tornando al Margini Fest, qualche idea già in mente per la prossima edizione o ancora è troppo presto?

Fabio: Si abbiamo già in mente un paio di cose, ti dico solo che si tratta di punk rock nostrano e una band asiatica ma prima di sbilanciarci dobbiamo vedere come andrà questa edizione.

Joel: Stiamo arrivando alla fine di questa intervista, prima di chiudere un'ultima curiosità relativa alla scena grossetana. Io venendo dalla grande città, seppur dell'estremo sud parecchio isolata da altre realtà, ho vissuto un tipo di scena a tratti carica di entusiasmo e voglia di fare. Come si mantiene la fiamma accesa dell'hardcore punk in una piccola provincia dove immagino tutto sia maledettamente più complicato?

Fabio: È molto difficile, perchè durante l'inverno ce la cantiamo e suoniamo da soli. Però da quest'anno abbiamo deciso di provare ad uscire dalla città con tutte le band con una sorta di carovana trainata dai gruppi più attivi e conosciuti come La Piena, PEGS e Colonnelli.

Joel: E qui concludo l'intervista, grazie per il tempo dedicato a rispondere a queste inutili domande e, soprattutto, per l'esperienza vissuta al Margini l'anno scorso. Ci rivediamo Venerdì e Sabato, mi raccomando preparate tanta birra per il sottoscritto. Prima di lasciarti come farebbe Marzullo un ultimo spazio totalmente a tua discrezione, quindi "Si faccia una domanda e si dia una risposta".

Fabio: Ma grazie a te Joel, non avrei mai pensato di finire in una delle interviste di Punk4Free e ciò mi fa un gran piacere. Per le birre non ti preoccupare, ci pensiamo noi!
Se proprio mi devo fare una domanda mi chiedo: "Ma chi cazzo me lo fa fare di passare giornate di ansia e sbattimenti per organizzare di qua e di là e risolvere problemi su problemi???" Bene, l'amicizia, la condivisione, l'aiuto reciproco e la passione per questa musica che non passa mai!
Come tutte le persone come noi che lavorano con dedizione ai loro progetti.

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