Compulsivamente cerca l'alibi per i propri malefici, per il suo orgoglio di merda, per quel senso di inettitudine che lo crocifigge in tutte le volte che, davanti alle difficoltà mostra la sua vera identità - carnefice e vittima della sua insana natura madre. Dimostrare fragilità e sensibilità per l'uomo significa essere debole e leggibile - così preferisce indossare il suo abito più consono - mangiare l'emarginato - senza tenere conto che a sua volta, verrà automaticamente sbranato da qualcuno, senza permesso, contro il suo volere.
La storia dell'uomo è la storia di una larva che è un anello di un ecosistema disfunzionale - dove non esiste qualcuno che si possa salvare da questa catena - perché alla fine lo rappresenta come la carne in cui abita. E nel momento in cui sta per sopperire, o per non farsi attaccare, per essere esente da responsabilità -, che indossa l'effige del pagliaccio, di colui che ha il potere di scegliere liberamente ma che in realtà è solo un'apparenza - è solo schiavo di sé stesso e di quelle dinamiche sistemiche, di una carenza d'umanità.
Nadile (Chrysalis) - opera prima del power trio metal punk bolognese dei Last Goat - delinea un profilo filologico sull'uomo - dove il rumore, martellante e massiccio, le urla invocano un insurrezione antropica per strappare quelle catene che governano il sistema dell'uomo e di tutto ciò che gli ruota intorno.
Power trio appartenente al circuito controculturale bolognese - dopo aver attraversato un tumultuoso switch, dopo un cambio di line-up - e hanno scelto di investire dove spesso si preferisce mandare tutto in aria. Un progetto che ha scelto sin dal principio una natura verace e schifosamente diy d'espressione, che li mette in condizione di attrarre le connessioni più affini a loro stessi con la consapevolezza che in questo ambiente si deve navigare a vista perché ci sono molti squali che si presentano come pesci d'acqua dolce. Decidono di ripartire - con una nuova chitarra, evocando un post fata resurgo - si rimettono in pista con l'istintualita che li contraddistingue e lo riversano nell'Ep di debutto - Nadile (Chrysalis).
Un magma sonoro per un minutaggio di appena 21 minuti dove i nostri mostrano che la loro proposta sonora non è incentrata nel posizionare cioccolatini come iter del proprio muro sonoro - ma il cuore pulsante della loro matrice sonora possente - è sovvertire ciò che la maggioranza nasconde sotto al tappeto del menefreghismo. Sei brani - sei calci nel culo che sono legati da un filo che lega un punk hardcore contaminato da fenditure viscerali metal che è incastonato da un fraseggio intellettuale vicino all'iconografia del satanismo.
Gli esempi - trascinati da una massiccia corteccia sonora che con violenza e ruvidita - si aprono a passaggi incisivi di punk hardcore tirato guidato da beatdown - una catasta sonora di drumming martellante, riffoni densi condotti da un cantato viscerale, nauseante tra screamo e growl di carta vetrata.
L'entrata divampante di "Nadile", rilegata dentro un martellante drumming, riffoni sanguigni che sono incisi come un bisturi dalla voce che si sbrana tutto ciò trova nel suo campo di riferimento. Giocando su registri dove si alternano urla viscerali a sezione rumorose burrascose, "Nadile" è un esempio che stilla un hardcore violento, fisico e irriverente. Per culminare verso la parte finale dove la voce isolata - viene raggiunta dal tumulto batteristico ed il riffone finale - come al centro di un processo espressivo di definizione sonora istintiva.
Brani come "Violence The Dog Ate A Bird", in pista dal 31 Ottobre dello scorso anno, rappresenta più di altri la caratura massiccia e intransigente dell'ensemble bolognese - posizionando riff abrasivi - drumming tormentoso, creando un esempio sonoro di hardcore crudo sostenuto da fenditure beatdown - un muro sonoro opprimente che si fa dilaniante. La chiave di volta dell'Ep è affidata alla conclusiva - "White Deer Are Extinct" - dove tra un pestone e l'altro, tra uno schiaffo sonoro e la voce ruvida come il catrame - questo esempio si apre a una coperta di drumming erosivo, riff sporco che congiunti alla voce creano la corteccia sonora perfetta - dove la ruvidità vocale copula dentro un vigoroso tappeto di chitarra/batteria personale e riconoscibile.
Tormentato e trasparente - "Nadile (Chrysalis)", dimostra senza tanti virgolettismi la natura del trio dei Last Goat che non si accontenta di posizionare esempi tanto per noia - ma posizionano con un senso e con molta cazzimma sonora la propria visione musicale per ribaltare le dinamiche piatte e paracule di questo ambiente.
Il sabba iconografico di Sir Aleister Crowley incontra i Ratos De Porão di Anarkophobia.
Ms_Antrophy

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.TRACKLIST.
01 - Nadile
02 - Black Plague
03 - Violence The Dog Ate A Bird
04 - Cancer God
05 - Last Goat
06 - White Deer Are Extinct

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