Io Sto Col Poliziotto, opera prima degli hardcore kids vicentini Sanguiluvio, anagramma sarcasticamente e con acutezza un profondo sentimento di rabbia verso un sistema basato sul controllo socio-emotivo degli esseri umani. Un manifesto in pura chiave punk hardcore, dove l'unico vero imperativo è la resistenza contro l'oppressione e l'abuso di potere dello stato.
Attivi dal 2024, i Sanguiluvio non stanno qua a intessere convenevoli o a propinarci favole, né tantomeno a offrire una visione buonista della realtà o della classe politica italiana e mondiale. Anzi, il loro punk hardcore schierato, antifascista e antimilitare sceglie un corto circuito perfetto tra suono e testi diretti, che non edulcora il presente ma ne fornisce una chiave di lettura lucida e spietata.
Urla graffianti con una carica viscerale che rievoca la disperazione e la rabbia di Luca Abort, riff e aperture fragorose e tensive si incontrano con sezioni di batteria che, a raffica, ti costringono a balzare dalla sedia. Per tornare, forse, a essere umani, lasciando da parte la mutazione in robot che scrollano cazzate ogni santo minuto.
Uscito lo scorso Marzo, Io Sto Col Poliziotto, è un percorso di sei tracce per appena tredici minuti, in cui i nostri mettono in chiaro il concetto cardine della vita attuale: l'alienazione e la frustrazione di vivere in un momento storico difficile, opprimente e inumano. È una lucida e stoica visione contro ogni abuso di chi occupa un posto di potere; un biglietto da visita con una dimensione sonora ben definita, che non lascia spazio alle solite stronzate e al qualunquismo dei salotti in prima TV.
Le plettrate incisive di "Appesi" aprono il disco: attraverso un urlo graffiante e disperato ci addentriamo nell'antipasto del lavoro, sorretto da una struttura sonora fatta di aperture serrate e una batteria che scava nelle arterie. La voce trascina, incendiaria e intransigente, l'intero comparto strumentale, accentuando le parole con un timbro riconoscibile e una fottia di rara lucidità. Tra le escoriazioni di riff taglienti, l'incastro tra le voci si prende il centro del brano. Oltre a una massiccia integrità di suono e scrittura, questa traccia mostra subito la cifra espressiva dei nostri: diretti, crudi e guidati dalla necessità vitale di urlare la propria rabbia.
I feedback distorti e una raffica di colpi compulsivi di batteria, aprono "Macerie", brano che ha anticipato l'EP e che lo sigilla definitivo. Un pezzo evocativo, incazzato e disperato, portato all'estremo: i nostri indossano alla perfezione questa vena di rabbia lucida verso il mondo esterno, tirando un bel calcio nel culo, senza riserve, a chi spegne la luce di ogni vita e si prende il permesso di desertificare esistenze. È un brano compulsivo e alienante, dove i riff e la batteria creano una tensione cruenta che asseconda la disperazione della voce, pronta a sottolineare un testo profondo, diretto e addolorato. I ragazzi accendono una miccia che non dovrebbe mai spegnersi: il focus sulle macerie dell'orrore umano non deve finire. Le urla danno forma a quel grido interiore contro un mondo che sta bruciando di morte. "Macerie" è un attacco accorato contro ogni conflitto, contro il tentativo di eliminare i popoli per sfizio, contro il genocidio palestinese. Perché è così che bisogna essere: bisogna avere le palle di far sentire il proprio dissenso, anche se poi per quel dissenso si paga con la vita. Ma si muore da esseri liberi.
Crudo, viscerale e necessario - Io Sto Col Poliziotto è un esordio fulmineo che spezza l'apatia moderna. È una cicatrice aperta, una presa di posizione tradotta in suono, in urla "disperate ma vive".
Ms_Antrophy
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.TRACKLIST.
01 - Appesi
02 - Presidente
03 - Adrenalina
04 - Clero
05 - Carne
06 - Macerie
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