Ms_Antrophy: Innanzitutto vi ringrazio per aver accettato l'invito (...sigh...), pardon per aver accettato di "raccontarvi" sulle pagine di Punk4Free. Partiamo dall'inizio, dal nome. Perché avete scelto La Piena? Una sinossi di completezza, casuale o c'è altro?

La Piena: Innanzitutto grazie per l'intervista e per lo spazio concessoci. Il nome La Piena nasce principalmente dall'alluvione che abbiamo avuto nel 2012 nella nostra provincia (GR), abbiamo deciso di chiamarci così non tanto per la devastazione che ha portato la piena di quei giorni, ma per l'unità che ha scatenato quell'evento. Persone comuni che si sono rimboccate le mani aiutandosi l'uno con l'altro mentre le istituzioni latitavano. La ripresa del territorio è stata soltanto grazie a gente che si è aiutata a vicenda, sono passati 14 anni da quell'evento e non è cambiato nulla, abbiamo avuto altre situazioni di disagio e le promesse di mettere il territorio in sicurezza sono ancora solo chiacchiere. Quindi possiamo dire che La Piena è solo protesta.

Ms_Antrophy: Come nasce il vostro progetto? Qual è stata la scintilla che ha dato vita ai La Piena?

La Piena: Il progetto nasce da un idea di Ale e Davide Toro, ovvero riunire principalmente un gruppo di amici con una certa attitudine e sfogarsi come si deve. Quale metodo migliore se non suonare del punk hc? Tutti i membri avevano e hanno ancora progetti paralleli, ma ci siamo subito trovati in sintonia e non ci siamo più fermati!

Ms_Antrophy: Trasparenti ed intransigenti, voi indossate la veracità e l'umiltà della provincia che abbraccia il punk hardcore come dimensione espressiva. Cosa vi ha ispirato, influenzato come gruppo e come singoli?

La Piena: L'ispirazione nasce dalla voglia di confrontarsi con qualcosa di differente dalle solite cose patinate della provincia un clichè che non sentiamo nostro, ma soprattutto siamo un gruppo di amici che ama stare insieme, come tutte le famiglie a volte si discute ma poi si fa sempre la pace, finchè ci sarà questo spirito tra noi continueremo a fare musica, aggregazione e a denunciare a modo nostro le ingiustizie che ci capitano o vediamo. Musicalmente ascoltiamo tutti un pò di tutto, ma quando si parla di Negazione, Nerorgasmo, Indigesti, Nabat. ecc. non possiamo solo che andare d'accordo.

Ms_Antrophy: Dopo un Ep uscito nel 2019, il debutto nel circuito controculturale italiano, Nel Buio, nel 2021, ha messo ben in vista le vostre idee sonore e concettuali. Esalta l'incontro sonoro di diversi stili (punk hardcore, street punk, thrash metal) a testi incisivi di natura socio-politica. Come è avvenuta la stesura, registrazione di questo lavoro?

La Piena: Nel Buio è stato registrarto in pieno periodo covid, visto la pausa forzata dai live, e un cambio di line-up che abbiamo avuto, la chitarra di Leo Colonnelli ha preferito proseguire con un suo progetto personale, ed abbiamo aggiunto in pianta stabile Nicola Piova. La stesura dei brani era pronta, abbiamo fatto qualche aggiustamento e poi abbiamo registrato negli studi CAVE CANEM di Arcidosso e nello studio di Piova stesso. Per noi è stata una grande soddisfazione!

Ms_Antrophy: Contando che è stato concepito nel periodo di clausura e voglia di dissidenza oltre che un forte spirito critico. Possiamo dire che il lavoro è uno specchio sonoro della realtà circostante vissuta? O meglio voi lo avete vissuto così?

La Piena: Assolutamente si, Nel Buio parla di tante esperienze vissute, il suo vero intento è cercare di creare un quesito a chi ci ascolta, ci piace pensare che magari in un altro punto dell'Italia ci sia qualcuno che si riconosce in quello che diciamo o che ne faccia libera interpretazione.

Ms_Antrophy: Dopo uno split con gli AutoBlastinDog - lo scorso 7 Febbraio avete pubblicato il vostro secondo disco - Ciò Che Rimane. Tutto ciò che avevate plasmato con Nel Buio è stato portato alla maturazione, come un processo alchemico sonoro: un calcio nel culo ben assestato di punk hardcore nervoso. Qual è stata la genesi del disco? Come è stato accolto?

La Piena: Ciò Che Rimane è stato accolto alla grande, non ci aspettavamo questo riscontro. Siamo rimasti fedeli al nostro stile musicale, nella stesura dei brani siamo stati tutti più partecipi, e questo penso che si senta, anche dalla varietà degli argomenti trattati e alle sperimentazioni sonore che ci sono in quasi tutti i pezzi che compongono l'album. Per quanto riguarda la registrazione ci siamo affidati al maestro Valerio Hombre Lobo di Roma, che ha fatto secondo noi un lavoro eccezionale dando al disco quel sound tagliente che serviva.

Ms_Antrophy: In tutti i vostri lavori - c'è un equilibrio costante tra ricerca sonora ed umanistica - lo testimoniano anche l'importanza che date ai valori sociali ed umani. Parlo ad esempio del vostro sodalizio con Michele Guidarini, che sin da subito attraverso i suoi artwork ha saputo raccontare in immagini il vostro suono. Quanto è importante poter contare su qualcuno che non distorce la vostra visione?

La Piena: Direi che è importantissimo, Michele Guidarini oltre ad essere un vero amico è anche un grande artista visionario dell'Amiata e fa parte dei La Piena a tutti gli effetti senza i suoi lavori e alle sue capacità non avremmo mai avuto quella riconoscibilità che ci contraddistingue sia nelle copertine, logo, merch e tuttociò che è visual. Per noi ha carta bianca, può veramente sbizzarrirsi con noi, e a noi non ci pare il vero! Ci teniamo a ringraziare anche Lorenzo Gonnelli il regista che ha realizzato il video La Piena, il suo staff e nostro fratello Michele Guerrini che spesso lo catturiamo e lo costringiamo a venire con noi in trasferta. anche loro sono tutti dei La Piena!

Ms_Antrophy: Chi vi ha visto negli ultimi live, ha potuto notare l'arrivo di un nuovo componente, Caterina, alla seconda chitarra. Come ti sei trovata ad entrare in questa grande famiglia, e per voi questa entrata cosa vi ha portato umanamente e non?

Caterina: Entrare nel gruppo è stata una bella sorpresa, mi sono sentita subito accolta e in sintonia con i ragazzi. Quando mi hanno mandato i primi brani da studiare ho capito che era il tipo di musica che volevo suonare. Sono curiosa di vedere dove ci porterà questa avventura.
La Piena: L'idea di aggiungere un'altra chitarra alla nostra line-up nasce dal volere alzare l'impatto sonoro dei live, dopo varie audizioni non convincenti, ad un nostro live abbiamo conosciuto Caterina abbiamo fatto due chiacchiere e abbiamo organizzato una prova. Alla prima prova si è presentata con 20 pezzi pronti questo la dice lunga sulla persona e sulla motivazione, oltre ad essere una chitarrista davvero forte. Ha esordito con noi a Dicembre al Vecchio Son da Steno, visto il buon esito abbiamo deciso di allargare la nostra famiglia.

Ms_Antrophy: Vicini da sempre ai collettivi su e giù per l'italia, alla salvaguardia degli spazi pubblici e alla comunanza sodale con il Margini Fest, come stiamo messi secondo voi in questo ambito in Italia? Contando i vari decreti, sgomberi, etc., cosa si può fare? Per salvaguardare i posti, i luoghi di aggregazione?

La Piena: Bella domanda parlo a titolo personale. La situazione in Italia non è molto incoraggiante gli spazi sociali sono una realtà che non deve morire, sia per quello che rappresentano e per quello che danno, ci sono stati gli anni delle occupazioni e delle rivolte sociali, ma ora i tempi sono cambiati le generazioni sono cambiate, visto l'importanza che certi luoghi hanno nel tessuto sociale, credo sia opportuno trovare una soluzione legale al problema, in modo che certi modi di fare e di pensare non spariscano per sempre. Il Margini Fest credo che ne sia l'esempio.

Ms_Antrophy: Cosa bolle in pentola?

La Piena: In questo momento i tortelli ahahahha, scherzo stiamo già lavorando a pezzi nuovi, non aggiungiamo altro.

Ms_Antrophy: Libero spazio, libere parole.

Grazie a voi ci vediamo in giro per lo stivale come sempre sopra o sotto il palco. Grazie Marina, grazie ragazzi per lo spazio concesso, è sempre un piacere!

Ms_Antrophy: Vi ringrazio di cuore per il vostro tempo prezioso e per l'entusiasmo con cui avete vissuto questa chiacchierata.

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